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“Sostegno abitativo per genitori separati o divorziati, con figli - contributi per il canone d’affitto”

Integrazione e proroga al 29 maggio 2020

 

“Regione Lombardia, con Dds n.X/7545 del 18/12/2017, promuove interventi di sostegno abitativo a favore di coniugi separati o divorziati, in particolare con figli minori di cui alla l.r. 18/2014, attraverso l’erogazione di contributi economici per l’abbattimento del canone annuo di locazione in immobili adibiti a propria abitazione”

 

Delibera n. 345 del 20.07.2018 "NORME A TUTELA DEI CONIUGI SEPARATI O DIVORZIATI, IN PARTICOLARE CON FIGLI MINORI". IMPLEMENTAZIONE INTERVENTI DI SOSTEGNO ABITATIVO PER L'INTEGRAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE" in allegato.

 

La domanda deve essere presentata on line sull’applicativo SiAge accessibile alle pagine web di Regione Lombardia all’indirizzo: Siage.regione.lombardia.it da parte del genitore separato o divorziato a partire dal 05/06/2018 fino al 30/06/2019.

 

Destinatari

Cittadini residenti  in Regione Lombardia che soddisfano ai seguenti requisiti: 

  • sono genitori separati o divorziati nonché genitori che hanno in atto un procedimento di separazione giudiziale; 
  • hanno figli nati o adottati nel corso del matrimonio; 
  • sono residenti in Lombardia da 5 anni; 
  • hanno un ISEE in corso di validità inferiore o uguale a € 20.000,00; 
  • non hanno avuto sentenze passate in giudicato per reati contro la persona, tra cui gli atti persecutori di cui al decreto – legge 23 febbraio 2009, n. 38, nonché per i delitti di cui agli articoli 570 e 572 del codice penale; 
  • sono intestatari di un contratto di locazione; 
  • sono assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà di ALER o dei Comuni purchè in possesso di contratto con canone a prezzo di mercato. 

 

Contributo

Il contributo economico, realizzato con risorse di Regione Lombardia, è pari al 30% dell’ammontare del canone annuo di locazione dell’immobile adibito ad abitazione, diversificato a seconda che si tratti di canone di locazione calmierato/concordato o a prezzo di mercato e viene riconosciuto per un anno.

Il contributo concesso non può essere superiore a € 2.000,00 nel caso di canone calmierato/concordato o di € 3.000,00 nel caso di canone a prezzo di mercato.

I genitori separati o divorziati che si trovano a vivere una condizione di grave marginalità sociale e che risultano ospiti presso strutture di accoglienza o che vivono in condizioni precarie potranno beneficiare di un contributo economico aggiuntivo fino a € 1.000,00 in aggiunta al beneficio per il canone di locazione, previa la definizione di un progetto personalizzato di accompagnamento che favorisca il loro reinserimento sociale.

  

Responsabile del Procedimento:

Silvia Mocchetti tel. 0332/277729 e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Informazioni ed assistenza:

Alberio Giovanna tel. 0332.277225 e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Martini Elisa tel. 0332.277722 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Segreteria amministrativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Maria Teresa Massironi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 0332/277359

Katia Guidetti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 0332/277258

 

 

Normativa di riferimento in allegato

 

 

L’ASST dei Sette Laghi inizia un importante rinnovo del parco macchine della Radiologia.

I primi due importanti interventi sono previsti proprio nelle prossime settimane, per approfittare della riduzione di attività del periodo estivo.

In particolare, si tratta della TAC al piano meno 1 del Padiglione Santa Maria, dedicata prevalentemente all'attività per esterni, e della Risonanza Magnetica del piano meno uno del Monoblocco.

La prima apparecchiatura sarà sostituita da una TAC di alto livello, del valore di 400mila euro, in grado di offrire prestazioni più rapide, caratterizzate da un miglioramento della qualità dell’immagine associato ad una significativa riduzione della quantità di radiazioni al paziente.

La Risonanza Magnetica, invece, sarà oggetto di un aggiornamento che prevede la sostituzione della catena di acquisizione e di elaborazione delle immagini: anche in questo caso i benefici si traducono in tempi ancora più contenuti e in una notevole qualità dell'immagine. Il valore di questo aggiornamento è di € 550.000.

Questo processo di rinnovamento comporterà inevitabilmente un temporaneo rallentamento dell'attività per esterni, a cui si cercherà di far fronte ricorrendo alle altre apparecchiature analoghe presenti in Azienda: all'Ospedale di Circolo sono infatti presenti altre due TAC, una dedicata al Pronto Soccorso e l'altra a disposizione principalmente delle necessità dei reparti, e un'altra Risonanza Magnetica, oltre a quella presente all'Ospedale di Tradate.

In questo modo, grazie ad un notevole sforzo organizzativo, gli appuntamenti già fissati sono stati riprogrammati a stretto giro, garantendo al contempo la priorità per le richieste provenienti dal Pronto Soccorso e dai reparti di degenza. 

 

La Pediatria dell'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia contribuisce alle linee guida internazionali per la sindrome di Cornelia De Lange. Angelo Selicorn, primario del reparto,  è coautore di un articolo scientifico su questa patologia pubblicato sull'ultimo numero di Nature Genetics Review, rivista scientifica tra le più prestigiose al mondo. Il lavoro nasce dall'attività del Comitato scientifico internazionale della Federazione mondiale delle associazioni nazionali che si occupano della sindrome di cui Selicorni è stato in passato presidente e di cui è membro dal 2001.

La sindrome di Cornelia de Lange, dal nome della pediatra olandese che per prima la descrisse nel 1933, è una condizione plurimalformativa complessa caratterizzata dalla presenza di tratti dismorfici peculiari, ritardo di accrescimento pre e postnatale, ritardo di sviluppo psicomotorio e cognitivo, mani e piedi piccoli, irsutismo e, in un terzo circa dei soggetti, difetti degli arti.
Nell'articolo, intitolato "Diagnosis and management of Cornelia de Lange syndrome: first international consensus statement", gli specialisti trattano tutti gli aspetti della sindrome arrivando a definire una settantina di raccomandazioni pratiche e operative per l’inquadramento diagnostico clinico genetico e per il follow-up internistico e neuro-comportamentale.

"Si tratta di una condizione genetica rara - spiega Selicorni - la cui esatta incidenza è di difficile definizione. L'incidenza è di circa 30-60 nuovi casi all'anno in Italia. I bambini e i ragazzi che ne sono affetti presentano ritardo nello sviluppo psicomotorio e intellettivo di grado variabile con una specifica compromissione nell'area della comunicazione verbale. Possono essere presenti malformazioni a carico degli organi interni e in un terzo dei pazienti a carico degli arti superiori. Sia in età pediatrica che in età adulta si possono osservare svariate complicanze mediche sulla base delle quali viene impostato il programma di follow-up".
Alla Pediatria del Sant'Anna afferiscono pazienti da varie parti della Lombardia e d'Italia. A oggi ne sono già stati  valutati e posti in follow-up una quarantina circa in età pediatrica o adolescenziale in collaborazione con l’Associazione nazionale di volontariato sindrome di Cornelia de Lange di cui Selicorni è stretto collaboratore sin dalla sua nascita.

Il DG Bravi: "Merito di una grande squadra"

 

Storie parallele: due bambine, nate entrambe all'Ospedale del Ponte 8 mesi fa, entrambe con una patologia dal nome sinistro diagnosticata in gravidanza dai ginecologi: sequestro polmonare intralobare.

Si tratta di una malformazione polmonare piuttosto rara che spesso non dà sintomi particolari ma che, se non viene trattata, può degenerare negli anni in patologie terribili e mortali. 

Venerdì scorso le due bambine sono state operate in toracoscopia dall'equipe della Chirurgia Pediatrica all'Ospedale Del Ponte e già lunedì hanno potuto fare ritorno nelle loro case, tra le braccia di genitori letteralmente risorti dalla felicità.

 

"Questo tipo di interventi, - spiega il prof. Massimo Agosti, Direttore del Dipartimento della Mamma e del Bambino dell'ASSt dei Sette Laghi, che ha seguito il decorso post operatorio delle due piccoline, ricoverate nella sua Terapia Intensiva Neonatale - eseguiti con le tecniche mini-invasive, pongono la neonata Chirurgia Pediatrica varesina al livello delle maggiori chirurgie pediatriche italiane. E, tengo a sottolineare, sono davvero poche quelle in grado di fare interventi di questo tipo in toracoscopia!".

 

L'intervento consiste nella rimozione del lobo polmonare che presenta la malformazione. Si va ad operare un organo vitale, il polmone appunto, e si interviene in prossimità del cuore e dell'arteria aorta: il rischio intraoperatorio è quindi altissimo, così come elevata è la complessità dell'intervento, tanto più perché viene eseguito in toracoscopia, cioè praticando solo tre fori, due di 3 millimetri e uno di 5 millimetri per inserire gli strumenti chirurgici e la telecamera endoscopica. Grazie a questa tecnica mini-invasiva si favorisce una ripresa più rapida, riducendo la degenza a pochi giorni ed evitando le complicanze di tipo ortopedico che si possono presentare dopo una toracotomia, e si ottengono risultati estetici di gran lunga migliori.  

 

"La complessità di questo tipo di intervento, unita all'elevatissimo rischio intraoperatorio, richiedono delle professionalità molto qualificate, non solo dal punto di vista chirurgico, ma anche per quanto riguarda gli anestesisti e tutto il personale della sala operatoria, senza dimenticare il personale della TIN che accoglie il paziente dopo l'intervento - spiega il dott. Valerio Gentilino, Direttore della Chirurgia Pediatrica - C'è stato un lavoro d'equipe intenso e ispirato da grande entusiasmo. Ci siamo coordinati benissimo e abbiamo studiato a fondo i casi. Il risultato è stato un successo: non solo i due interventi sono perfettamente riusciti, ma le due bimbe hanno avuto un decorso post operatorio che in gergo tecnico si definisce 'unremarkable' e hanno così potuto essere dimesse in terza giornata. "Le abbiamo risvegliate entrambe in sala operatorie - racconta Gentilino - e la sera stessa erano in braccio alle loro mamme".

 

Con la rimozione del lobo polmonare colpito da sequestro, le due bambine non sono solo al sicuro dalle degenerazioni che la malformazione che presentavano poteva generare, ma non avranno nemmeno altro tipo di problemi: operate così presto, infatti, il polmone riuscirà a rigenerarsi, compensando la parte asportata. 

L'equipe che è entrata in sala operatoria, composta da 3 chirurghi pediatrici e da altrettanti anestesisti, tra cui il Direttore della Struttura Andrea Ambrosoli, ha potuto contare su una presenza davvero d'eccezione: supervisore dei due interventi chirurgici è stato il prof. Steven Rothenberg, Direttore della Chirurgia Pediatrica e del Dipartimento di Pediatria dell'Ospedale Pediatrico di Denver, in Colorado, in visita al Del Ponte e particolarmente impressionato dalle modernissime sale operatorie del nuovo Ospedale Del Ponte.

 

Le stesse sale operatorie in cui, solo pochi giorni fa, lo scorso 25 giugno, si è svolto un altro grande intervento di Chirurgia Pediatrica: un bimbo nato nel sud della provincia ed effetto da atresia esofagea è stato operato in seconda giornata di vita proprio al Del Ponte. "Si tratta di un altro intervento di altissimo livello, - commenta Gentilino - tanto è vero che, per i chirurghi pediatrici, è considerato come un vero e proprio test di eccellenza. Se, infatti, il rischio intraoperatorio è un po' più basso dei due interventi al polmone, il livello di complessità per il chirurgo qui è invece massimo, soprattutto se l'intervento viene eseguito in toracoscopia, come abbiamo fatto noi". 

In pratica, si tratta di ricostruire un esofago che non si è formato completamente, impedendo al neonato di alimentarsi e, quindi, di vivere. Si opera subito e, se tutto va bene, come nel caso in questione, si risolve completamente il problema. Ora il bambino sta bene e si alimenta come tutti i suoi coetanei. Anche per lui e per i suoi genitori questa vicenda è ormai superata.

Sostegno alle Organizzazioni di volontariato e Associazioni del Terzo settore per la presentazione di progetti di promozione sociale

 

Approvato l'Avviso relativo alla presentazione delle proposte progettuali di rilevanza locale da parte di organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale con Decreto n. 9116 del 21 giugno 2018.

La domanda di partecipazione e accesso al contributo deve essere presentata entro il 27 luglio 2018, secondo le modalità illustrate nella seguente pagina del sito di Regione Lombardia.

 

Ricordiamo che i soggetti beneficiari del contributo possono essere esclusivamente organizzazioni di volontariato e/o associazioni di promozione sociale che al 2 marzo 2018, data di entrata in vigore del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 539 del 29/12/2017, risultino regolarmente iscritte nel Registro regionale dell’associazionismo e del volontariato e costituiti in una rete minima composta da almeno quattro soggetti.

La procedura prevede il posizionamento di uno stent che aumenta il flusso sanguigno e migliora la contrattilità del cuore

 

Al Sant’Anna una nuova arma contro l’angina pectoris refrattaria, quella che non si riesce a curare con i farmaci. Si tratta di un’innovativa procedura interventistica introdotta dall’Unità Operativa di Cardiologia-Laboratorio di Emodinamica, di cui è responsabile Mario Galli, che consiste nel posizionamento di uno stent – piccolo tubolare in acciaio a forma di clessidra – in un segmento del circolo venoso cardiaco detto “seno coronarico”.

Il mese scorso con questa metodica sono stati operati con successo due pazienti, due uomini di 72 e 73 anni, dimessi 48 ore dopo.  

A venticinque anni dall’inizio della propria attività, l’Unità di Cardiologia-Laboratorio di Emodinamica, all’avanguardia nel trattamento delle sindromi coronariche acute, e in modo particolare dell’infarto miocardico con un’attività H24, offre una nuova tecnica di trattamento del paziente con cardiopatia ischemica cronica, finalizzata a migliorarne significativamente la qualità della vita e a ridurre il tasso di re-ospedalizzazione.

 

La patologia

L’angina pectoris è una forma di cardiopatia ischemica che si manifesta con dolore al torace dovuto al cuore “affaticato” a causa di problemi delle arterie coronarie, che portano ossigeno al cuore. Alcuni pazienti, già sottoposti a intervento chirurgico o angioplastica alle arterie coronarie non trovano un miglioramento della situazione clinica, anche se assumono una terapia farmacologica completa, e continuano a presentare angina persino in caso di sforzi minimi o addirittura a riposo, con una marcata limitazione delle normali attività quotidiane.

 “Le due procedure – sottolinea il dottor Galli - sono state eseguite con successo tecnico e clinico. Gli interventi sono durati in media 45 minuti. Gli operatori medici hanno seguito un breve training sulla tecnica di impianto, che comunque è molto simile ad altre procedure di cardiologia interventistica da noi quotidianamente utilizzate.  I pazienti sono stati dimessi dopo 48 ore, mantenendo la terapia in corso al momento del ricovero con un programma di controlli ravvicinati per valutare l'efficacia clinica a medio e lungo termine e la possibilità di ridurre la terapia farmacologica. I primi controlli clinici effettuati hanno confermato l’efficacia della tecnica con un miglioramento dei sintomi”.

 

La tecnica

La procedura offre una nuova possibilità di trattamento dei pazienti con cardiopatia ischemica in cui, nonostante gli interventi di rivascolarizzazione miocardica chirurgica e percutanea abbiano migliorato la sopravvivenza e ridotto il rischio di infarto e scompenso, può persistere una sintomatologia anginosa anche con una terapia medica ottimizzata.

La procedura, eseguita in anestesia locale e sotto guida fluoroscopica, consiste nel posizionamento di uno stent in acciaio conformato a clessidra con lo scopo di creare  un restringimento del seno coronarico e migliorare così il flusso delle piccole arterie del cuore. Ciò permette di aumentare la contrattilità del muscolo cardiaco, soprattutto in corso di sforzo fisico, e ridurre i sintomi anginosi.  

 

La letteratura scientifica

La letteratura scientifica ha evidenziato negli ultimi anni dati sempre più solidi e consistenti sul beneficio clinico nell’impianto di dispositivi dedicati in seno coronarico.

Gli studi pubblicati coinvolgono centinaia di pazienti e documentano un successo procedurale superiore al 90% fino a sfiorare in alcune casistiche il 100% di successo.

In quasi l’80% dei pazienti è stato documentato un miglioramento della soglia anginosa con riduzione di classe secondo la classificazione della Canadian Society con possibilità di riduzione della terapia anti-ischemica. In una percentuale non trascurabile di casi si è assistito addirittura a completa risoluzione della sintomatologia anginosa con mantenimento del risultato a medio termine.

 

L’ufficio PSAL - Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – di ATS Insubria, con sede a Gallarate, resterà chiuso mercoledì 25 luglio 2018 in occasione della festività del Santo Patrono.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto il ritiro, in via precauzionale, di diversi lotti di medicinali contenti il principio attivo VALSARTAN.

È stato infatti riscontrato un difetto di qualità, per cui, come misura precauzionale, l’AIFA e le altre Agenzie europee hanno disposto l’immediato ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutte le confezioni interessate.

 

I pazienti che sono in cura con farmaci a base di Valsartan devono verificare se il medicinale che assumono sia presente nella lista dei medicinali coinvolti dal ritiro a scopo precauzionale.

 

Importanti informazioni per pazienti e medici, oltre all’elenco delle specialità medicinali ed i lotti oggetto di ritiro sul sito di AIFA

 

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