ATS Insubria promuove una Giornata di Formazione relativa alle tematiche correlate all’Obesity day – martedì 15 novembre 2016 – presso la Sala Monti di UniAscom in via Valle Venosta 4 a Varese - per consentire un confronto ai professionisti coinvolti e per fornire strumenti e ulteriori nuovi approfondimenti alle figure che si occupano di sovrappeso, di obesità e di corretti stili di vita. L’aggiornamento continuo infatti, proprio per l’evolversi della scienza medica, risulta essere essenziale per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi nel trattamento dei pazienti.

 

Il Direttore Sanitario di ATS Insubria, dr.ssa Anna Maria Maestroni è responsabile scientifica del meeting che vedrà alternarsi al microfono alcuni tra i principali specialisti in materia: nella sessione della mattina, si tratteranno temi riguardanti gli errori alimentari, l’obesità infantile, le ultime evidenze in tema di zucchero, l’approccio cognitivo comportamentale, il councelling e l’approccio delle dislipidemie; mentre durante la seduta pomeridiana, si approfondiranno tematiche relative al trattamento dell’obesità, partendo da un approccio nutrizionistico, per passare a quello nutraceutico e farmacologico, non tralasciando la prescrizione dell’attività fisica.

 
Il convegno, rivolto principalmente alle figure professionali mediche e paramediche, prevede l’iscrizione gratuita e l’assegnazione di 5,6 crediti ECM.

In allegato pieghevole e scheda di iscrizione.




Un convegno organizzato presso il presidio bustocco per approfondire le tematiche relative allo sviluppo dell’umanizzazione delle cure secondo un modello “sistemico”, che integri tra loro tutte le fasi del percorso di cui sono protagonisti sia la persona con la sua richiesta di salute sia il personale sanitario con la sua competenza professionale.

 

L’evento è rivolto a tutti i professionisti di area sanitaria e sociale, è previsto l’accreditamento ECM per: medico, infermiere, ostetrica, fisioterapista.

La Fondazione Felicita Morandi, in occasione del suo 10° compleanno, nell'ambito della Rete Interistituzionale Territoriale di Varese per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti delle donne invita allo spettacolo: “Ridiamo colore alle loro vite” in programma giovedì 3 novembre al Teatro Openjobmetis di Varese.

 

La Rete Interistituzionale territoriale di Varese per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti delle donne raggruppa gran parte della provincia di Varese con ben 31 soggetti, non solo istituzionali, per una popolazione complessiva di circa 570.000 abitanti.

 

L’evento è stato presentato dalla dr.ssa Giovanna Scienza presidente della Fondazione Felicita Morandi, costituita nel 2005, tra gli altri, da ATS Insubria ex Azienda Sanitaria Locale della provincia di Varese.

 

Nell'occasione sarà presentato un video che raccoglie le esperienze di tutti soggetti istituzionali e privati della rete interistituzionale che ormai da anni lavorano per contrastare la violenza sulle donne.

 

Intrattenimento, cabaret e buona musica per aiutare divertendosi: una serata tutta varesina, dove ad avvicendarsi saranno tutti artisti della provincia di Varese per uno spettacolo benefico dal titolo “Ridiamo colore alle loro vite”. Laura Bono, in duetto con Lady Madness, Max Bunny direttamente da Italia’s got Talent, l’illusionista Ale Bellotto e i grandi cabarettisti Italo Giglioli e Riccardo Limoli saliranno sul palco per una buona causa, sostenere la Fondazione Felicita Morandi che si occupa di donne maltrattate, vittime di violenza domestica.

 

Sponsor dell’evento, Openjobmetis, agenzia del lavoro che ha deciso di sposare la causa della Fondazione e della Rete e supportarle nella realizzazione di questo evento.

 

Il costo del biglietto, pari a 10,00 euro, sarà interamente devoluto alla Fondazione.

 

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Controlli sabato 29 ottobre, su prenotazione al 031-5855605 dalle 14 alle 15.30 da lunedì a venerdì fino a esaurimento dei posti disponibili. Non occorre l’impegnativa del medico di medicina generale.

 

L’Unità Operativa di Dermatologia, diretta da Giuseppe Lembo, metterà a disposizione i suoi specialisti nel Poliambulatorio 2 del presidio di San Fermo della Battaglia (piano 0 blu).
L’iniziativa, promossa a livello nazionale dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (ADIPSO), dalla Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST) e dall’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI), è dedicata a quei pazienti che intendono accedere per la prima volta agli ambulatori di Dermatologia dell’Asst Lariana.

 

“La psoriasi – spiega Giuseppe Lembo, responsabile della Dermatologia dell’Asst Lariana - è certamente una delle patologie dermatologiche più comuni e diffuse con cui lo specialista giornalmente deve confrontarsi. Alla base della malattia c’è un’alterazione del sistema immunitario a cui concorrono fattori ambientali, genetici ed emotivi. Stili di vita scorretti come abuso di alcool, fumo, obesità, stress e alimentazione non equilibrata possono favorire l’insorgenza della malattia. Essa può esordire in qualsiasi età della vita, potendo presentarsi sia nel neonato che nell'anziano, con un picco di incidenza tra i 20 - 30 anni e tra i 50 - 60 anni. Il 10% circa dei malati è affetto da forme particolarmente gravi (eritrodermiche o pustolose generalizzate), che possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita, e nel 20 - 30% dei casi può associarsi all'artrite psoriasica, anche detta artropatia psoriasica”.

 

La prevalenza stimata della patologia nella popolazione mondiale è del 2%, ma molte sono le differenze geografiche ed etniche, tanto che l’incidenza può ampiamente oscillare tra lo 0,5 e il 4%. In particolare, la psoriasi è più frequente nelle popolazioni caucasiche e meno tra gli asiatici ed afro-americani. In Europa colpisce maggiormente le popolazioni nordiche rispetto alle mediterranee. In Italia la prevalenza è stimata tra il 3,1% (Naldi) e il 2,8% (studio PraKtis); in pratica gli italiani affetti dalla malattia sono 1,5 - 2,5 milioni. L'incidenza sembra essere uguale nei sessi, ma alcuni autori individuano una prevalenza nel sesso maschile.

 

Le cure
La scelta della terapia dipende dalla gravità, dalla frequenza delle recidive, dall’aderenza alle cure da parte del paziente, dalle sue aspettative e dai risultati delle cure precedenti. Per la psoriasi nelle forme più lievi vengono in genere prescritte terapie topiche con emollienti, cheratolitici, retinoidi o cortisonici. Per la malattia in forma moderata è invece indicata la fototerapia a banda stretta Uvb, mentre nelle forme più gravi vengono spesso consigliate terapie sistemiche e farmaci biologici.

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Tavolo di lavoro Como-Varese sui disturbi specifici dell'apprendimento all'ospedale di San Fermo della Battaglia per il Progetto DSA - Disturbi Specifici dell'Apprendimento, promosso dall'Azienda socio sanitaria territoriale Lariana, in particolare dal Dipartimento di Salute Mentale.
L'iniziativa coinvolge l'Asst Lariana e quella della Valle Olona, l'ATS dell'Insubria, l'Università dell'Insubria, gli Uffici Scolastici di Como e Varese, l'Istituto Comprensivo Como Centro Città, la scuola secondaria di primo Grado "G. Parini" e il Pontificio Collegio Gallio di Como, l'Istituto Comprensivo Toscanini di Casorate Sempione, l'ISISS Da Vinci - Pascoli di Gallarate, il Centro Vela e l'Associazione Nostra Famiglia.
Obiettivo del progetto è l'individuazione precoce di problematiche cognitivo-linguistiche e difficoltà nella lettura e nella scrittura, fenomeni che, seppur noti da anni e già caratterizzati da una presa in carico in ambito scolastico e sanitario, sembrano ancora sottostimati.

 

I disturbi dell'apprendimento - dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia - a livello nazionale sono rilevati nel 3-3,5% della popolazione scolastica della scuola primaria e arrivano al 9% nella scuola secondaria di primo grado, come ha sottolineato il professor Cristiano Termine dell'Insubria. Dati, questi, confermati anche a livello locale dai dirigenti dell'Ufficio Scolastico di Como e di Varese Castronuovo e Macchi.
Molto si può ancora fare - hanno sottolineato gli esperti - per poter intercettare un bisogno non ancora del tutto emerso, anche nelle scuole superiori.

 

"Nostro intento - ha spiegato Marco Onofri, direttore generale dell'Asst Lariana - è quello di individuare metodi e strumenti concreti per andare incontro ai bambini e ragazzi e alle loro famiglie per evitare che una problematica non riconosciuta diventi motivo di abbandono scolastico o crei situazioni difficili nel percorso di vita di questi giovani. Da un problema può derivare un'opportunità di cambiamento e di crescita per lo studente, ma anche per la classe o la scuola". "Bisogna fare un salto di qualità - ha aggiunto Claudio Cetti, direttore del DSM dell'Asst Lariana - e questo tavolo di lavoro con le sue competenze può dare un importante contributo, anche mutuando progettualità di regioni come il Veneto o il Piemonte, per fare in modo che si possa agire sulle liste di attesa per la diagnosi e i trattamenti, ma anche rilevare il fenomeno alle superiori, dove è poco esplorato".

 

Il DSM di Como ha messo a disposizione la propria esperienza: "Abbiamo cominciato nel 2002 - ha sottolineato Nadia Fteita, neuropsichiatra infantile - con una piccola task force a potenziare l'intercettazione degli studenti affetti da DSA lavorando con le scuole. Siamo partiti da 165 alunni per arrivare oggi a 3mila. Nel 40% dei casi alla base c'è un disturbo del linguaggio, che si potrebbe rilevare già dalla scuola materna".
Per identificare un nuovo approccio, è fondamentale anche un nuovo atteggiamento da parte degli insegnanti: "Dobbiamo lavorare anche sulla didattica disciplinare - ha specificato Nicoletta Danese, dirigente scolastico del Licei Da Vinci e Pascoli di Gallarate -. Ho già trovato grande apertura su questo fronte da parte dei docenti, disponibili a mettere in campo nuove e più efficaci metodologie per l'apprendimento e a cogliere l'opportunità di crescita pedagogica".

 

Il tavolo si è chiuso con un primo passo operativo. E' stata stabilita la distribuzione nelle scuole coinvolte nel progetto di due questionari, uno per gli alunni e uno per i docenti, per individuare, nel primo caso, problematiche ancora non rilevate, e, nel secondo caso, bisogni di informazione o formazione dei docenti e, in base ai dati che emergeranno, costruire gli interventi più idonei.
Lucas Maria Gutierrez, direttore sociosanitario dell'Ats dell'Insubria, ha suggerito di portare il tema all'attenzione della Regione, intenta a elaborare le Regole per il 2017. All'incontro ha partecipato anche il consigliere regionale Daniela Maroni, che ha proposto la convocazione a breve di un tavolo ristretto in Regione con gli assessorati al Welfare e all'Istruzione.

Il concerto, organizzato dal dottor Antonio Paddeu, primario dell'Unità Operativa di Riabilitazione Cardiorespiratoria dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù e da Stefania Marino, direttore generale di Labor Medical, per sensibilizzare la cittadinanza sulla SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, è patrocinato da Comune di Como, Asst Lariana, Fondazione "Paola Giancola", Labor Medical, Centro Musicale di Tullio Bellocco, Aisla, Amici di Como, A. Ma. Re. e Pre.di.Ca..

 

L'evento, in programma a Como sabato 29 ottobre alle 20.30 nell'Aula Magna del Politecnico - via Castelnuovo 7 - ospiterà Ivana Spagna, Arthur Miles, Piero Cassano “Matia Bazar”, Rebecca, il coro di Angelo Sala, Slalom Nurse - Corso di Laurea Infermieristica, Artisti in camice, Amici di Cristian, Amici di Sam, Amici di Piero oltre che medici, infermieri, pazienti, familiari e volontari.

 

Ingresso con offerta libera e prenotazione obbligatoria tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o tramite sms al numero 370-3017668.

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Il servizio, avviato nel 2012 per le donne dai 14 ai 45 anni, è erogato dall’Ambulatorio del Centro MTS – Malattie Trasmissibili Sessualmente di via Napoleona a Como a un prezzo “sociale”, dall’apertura a oggi, ha vaccinato 203 donne, la maggior parte con di un’età compresa tra i 17 e i 25 anni. Di queste, 24 devono ancora concludere il ciclo vaccinale.

 

L’Azienda socio sanitaria territoriale Lariana comasca potenzia dunque il suo impegno sul fronte della prevenzione con un progetto dalla connotazione multidisciplinare ampliando l’offerta in questo campo anche ai giovani maschi, come previsto da Regione Lombardia, e affiancandosi all’attività delle ATS che si occupano della vaccinazione facoltativa e gratuita delle ragazze dai 9 ai 14, che da gennaio sarà estesa anche ai ragazzini dai 9 ai 14 anni.

 

L’ambulatorio, uno dei due centri vaccinali presenti in provincia di Como, può contare su un pool di specialisti che comprende ginecologi, dermatologi, pediatri e urologi e si può avvalere della collaborazione di altre specialità quali le Malattie Infettive, l’Oncologia, l’Otorinolaringoiatria. E’ stato il primo del genere in Italia ad aver organizzato le attività con il coinvolgimento di un numero così elevato di Unità Operative, in quanto si è tenuto conto che oltre a causare tumori del collo dell’utero, della vagina e della vulva, il Papilloma virus può provocare anche lesioni precancerose dell’ano, del pene, del collo (orofaringe, cavità orale e laringe) e condilomi.

 

L’ampliamento dell’attività è stata presentata stamattina alla presenza, tra gli altri, del responsabile della Dermatologia Giuseppe Lembo, della dermatologa Amelia Locatelli, responsabile anche del Centro per le Malattie Trasmissibili Sessualmente di II livello dell’Asst Lariana, e di Giuseppe Carrano, direttore facente funzioni della Direzione delle Attività Cliniche del Territorio.

 

“L’estensione dell’offerta del vaccino ai maschi – ha spiegato la dottoressa Locatelli - può rappresentare un’opportunità per i ragazzi di prevenire alcune lesioni ano-genitali e neoplasie correlate all’Hpv nel sesso maschile, come il cancro dell’ano, del pene e anche dell’oro-faringe. Vaccinare anche i maschi, oltre che le donne, contribuisce all’immunità di gregge, cioè, se il virus circola di meno, ne beneficeranno anche le donne, visto che il virus Hpv è responsabile, ad esempio, del tumore del collo dell’utero. Nelle regioni e negli stati in cui da tempo è disponibile il vaccino sia per la popolazione maschile che femminile è stata ottenuta una sensibile diminuzione delle infezioni a riprova dell’efficacia della terapia vaccinale”.

 

Hpv
Il papilloma virus umano (Hpv, Human papilloma virus) è un virus che si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali. Quella da Hpv è un’infezione estremamente comune e può passare inosservata e senza lasciare traccia, perché l’organismo lo elimina spontaneamente, ma nel 10% dei pazienti il virus persiste e può dare origine a condilomi e a lesioni precancerose. Si tratta di lesioni che, se non trattate e trascurate, si possono trasformare in tumore.

 

Esistono oltre 200 tipi di Papilloma Virus Umano. Di questi, una ventina circa sono stati riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come oncogeni, cioè come causa del tumore del collo dell’utero. Due in particolare, l’Hpv 16 e l’Hpv 18, sono responsabili di circa il 70% dei casi di questo tumore, del tumore della vagina e di circa un terzo dei tumori della vulva, oltre che di quelli dell’ano, del pene e di una parte dei quelli del distretto testa-collo. Il carcinoma del collo dell’utero in Italia colpisce 3.500 donne ogni anno (1.500 i decessi). Per quanto riguarda questa neoplasia, la prevenzione primaria è rappresentata unicamente dalla vaccinazione. La prevenzione secondaria, invece, è costituita dai controlli di routine cui le donne dovrebbero sottoporsi come il pap test, che individua le lesioni precancerose, e il test per l’Hpv, che evidenzia la presenza del virus.

 

In Italia si stimano circa 585 nuovi casi/anno di cancro della vulva e della vagina, 800 nuovi casi di cancro anale e 129 casi di cancro del pene correlati ad Hpv 16 e 18.
Altri tipi di Papilloma Virus - il 6 e l'11 - sono responsabili del 90% dei condilomi, piccole lesioni benigne (verruche) che possono comparire sugli organi sessuali femminili e maschili, in zona anale e perianale e sulla mucosa della bocca. Ne sono colpiti maggiormente i giovani tra i 18 e i 25 anni. Seppur non gravi, i condilomi genitali sono fastidiosi, perciò devono essere curati attraverso l'applicazione di farmaci ad uso topico, o rimossi con la criochirurgia o il laser. Nel nostro Paese, si stima che si verifichino circa 80.000 nuovi casi/anno di condilomi genitali causati dai tipi Hpv 6 e 11.

 

Nell'evoluzione dell'infezione da Hpv, i condilomi genitali compaiono a mesi di distanza dal contatto con il virus, mentre la comparsa delle lesioni e del tumore della cervice uterina si verificano rispettivamente dopo anni e decenni. Questo è il motivo per cui il primo segnale dell'impatto del vaccino sulla popolazione coincide con la riduzione dei condilomi genitali. Riduzioni importanti di circa il 92% delle verruche genitali sono state registrate a seguito dell'avvio di programmi di vaccinazione nazionali contro l'Hpv in Australia, con i tassi più elevati nelle popolazioni più giovani (ovvero mai venute a contatto con il virus Hpv) e in quelle caratterizzate dalla maggior copertura vaccinale.

 

Vaccino
Il vaccino disponibile è quello quadrivalente, valido contro i tipi di papilloma virus 6,11,16 e 18. Questo vaccino vanta, tra l’altro, un’efficacia del 98,2% nella prevenzione di lesioni cervicali, del 99% per i condilomi genitali e del 100% per le lesioni di alto grado delle vulva e per le lesioni vaginali.

Il costo – si tratta di un prezzo calmierato – è a carico del paziente ed è pari a 65 euro per dose quindi per un totale di circa 195 euro invece che circa 520 euro (prezzo di mercato).

 

Accesso all’ambulatorio
E’ possibile effettuare la prenotazione, senza impegnativa del medico di medicina generale, telefonando al numero dedicato 031-5855385 (lun.-ven. dalle 11.30 alle 15), al Cup di via Napoleona o inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’ambulatorio ha una cadenza settimanale.
Il percorso per chi intende sottoporsi a vaccinazione prevede l’incontro con un medico (counseling) e, se non vengono riscontrate controindicazioni, la somministrazione della prima dose di vaccino. La seconda e la terza saranno somministrate, rispettivamente, a distanza di due e sei mesi dalla prima. Le richieste di vaccino per pazienti con meno di 18 anni sono accorpate in sedute dedicate durante le quali sarà presente anche un pediatra.

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La comunicazione in relazione al sistema di emergenza-urgenza sanitaria è l'argomento del convegno "Parliamo di noi... - Una nuova chiave di lettura: cosa e come comunichiamo", in programma sabato 5 novembre nell'Auditorium dell'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia (h. 8.45 - 13).


Organizzato dalla "Macroarea dei Laghi" - Areu 118 - in collaborazione con l'Asst Lariana nell'ambito delle celebrazioni del Trentennale dell'Elisoccorso di Como, l'incontro vuole essere un'occasione di confronto tra persone e organizzazioni che operano nel soccorso sanitario e un momento di approfondimento con esperti del mondo della comunicazione e dell'informazione.


Il programma prevede una prima parte dedicata alla comunicazione attraverso i media nel sistema emergenza-urgenza con un talk show al quale interverranno i giornalisti Giorgio Gandola, Diego Minonzio, Roberto Pacchetti e Mario Rapisarda e il magistrato Giuseppe Battarino. Modereranno Cristina Corbetta, responsabile della Struttura Comunicazione di Areu, e Francesca Indraccolo, responsabile dell'Ufficio Stampa dell'Asst Lariana.


La seconda parte propone, invece, un focus sulla comunicazione con le fasce deboli della popolazione con l'intervento degli psicologi Roberto Battista Biella e Veronica Cortinovis.

 

Il convegno sarà aperto da Alberto Zoli, direttore generale di Areu, e Mario Landriscina, coordinatore "Macroarea dei Laghi" - Areu 118.

 

Partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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