Non una semplice convenzione per organizzare i prelievi, ma un modello comune di collaborazione tra ospedale e rete sociosanitaria. È questo il valore dell’accordo che mette in relazione ASST dei Sette Laghi, ATS Insubria, UNEBA e le RSA del territorio per disciplinare in maniera uniforme le attività di prelievo ematico e raccolta di campioni biologici.
L’obiettivo è mettere ordine, uniformare e rendere più strutturata una collaborazione che riguarda un’attività fondamentale per la presa in carico delle persone fragili. La convenzione definisce infatti un quadro di riferimento comune, con procedure, responsabilità e strumenti condivisi, applicabile alle RSA, alle RSD e agli enti convenzionati C-DOM e UPC-DOM che aderiranno all’accordo. In questo modo il rapporto tra le strutture sociosanitarie e il laboratorio di ASST non viene più affidato a modalità differenti, ma viene ricondotto a regole operative omogenee e verificabili.
«Con questa convenzione facciamo un passo importante: mettiamo a sistema una collaborazione che deve essere omogenea su tutto il territorio. L’obiettivo è avere regole chiare, procedure condivise e responsabilità definite, così che le RSA possano rapportarsi con ASST attraverso un modello comune. È una scelta organizzativa che rafforza la rete e rende più semplice governare un percorso importante per le persone fragili», sottolinea la Direzione di ASST dei Sette Laghi.
Nel percorso di assistenza delle persone fragili, il prelievo ematico è un’attività quotidiana e indispensabile. Per una RSA significa però gestire una serie di passaggi che devono essere coordinati: dalla prescrizione e dall’accettazione fino all’identificazione della persona e del campione, dal prelievo alla conservazione, dal trasporto alla consegna al laboratorio, fino alla refertazione.
La nuova convenzione interviene proprio su questa filiera. ASST e gli enti sociosanitari condividono un unico quadro operativo, nel quale sono chiariti i compiti di ciascun soggetto e sono definite le procedure da seguire. L’obiettivo è superare differenze organizzative e modalità non omogenee e garantire che il percorso possa essere gestito secondo standard comuni in tutte le strutture che aderiranno alla convenzione.
«La costruzione di una rete sociosanitaria efficace passa anche dalla capacità di uniformare i processi e rendere omogenee le modalità di collaborazione. Questo accordo rappresenta un esempio concreto di integrazione tra i diversi soggetti che partecipano alla presa in carico delle persone fragili, sostenendo al tempo stesso caregiver e famiglie», evidenzia la Direzione generale di ATS Insubria.
Si tratta quindi di una scelta di sistema: non una collaborazione limitata a una singola struttura, ma la costruzione di un modello destinato all’intera rete delle RSA del territorio. La convenzione individua un insieme di regole comuni, in base alle quali gli enti convenzionati svolgono le attività di propria competenza attraverso il personale sanitario, nel rispetto delle procedure definite da ASST. ASST garantisce invece l’attività laboratoristica e mette a disposizione strumenti, materiali e supporto organizzativo e informatico necessari al corretto funzionamento del percorso.
Uno degli elementi qualificanti dell’accordo è la definizione puntuale delle responsabilità. La convenzione stabilisce chi deve occuparsi delle diverse fasi del processo e quali requisiti devono essere rispettati. Particolare attenzione è riservata alla formazione degli operatori, all’identificazione univoca della persona e del campione, alla conservazione e al trasporto del materiale biologico e alla tracciabilità delle attività. Questo consente di rafforzare qualità, sicurezza e continuità del percorso, riducendo il rischio di differenze operative tra una struttura e l’altra.
«Per le strutture sociosanitarie avere un quadro di riferimento comune significa poter lavorare con procedure chiare e condivise. La convenzione rappresenta un passo importante verso una collaborazione più ordinata e uniforme tra le RSA e il sistema sanitario, a beneficio sia degli operatori sia delle persone assistite», sottolinea il Dott. Luca Trama, Presidente di UNEBA Varese.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il sistema sanitario e quello sociosanitario. ASST dei Sette Laghi mette a disposizione la propria organizzazione laboratoristica, le competenze professionali, gli strumenti informatici, i materiali e le procedure. Le RSA e gli altri enti convenzionati garantiscono invece la prossimità alla persona e svolgono le attività di propria competenza direttamente all’interno delle strutture o nell’ambito dei servizi assistenziali.
ATS Insubria si colloca nel quadro della programmazione e della rete sociosanitaria territoriale, mentre UNEBA, quale organizzazione di categoria rappresentativa e storicamente radicata nel settore sociosanitario, assistenziale ed educativo, contribuisce a favorire il raccordo con la rete degli enti e delle strutture.
Il risultato è un modello nel quale soggetti diversi lavorano secondo regole comuni e procedure condivise. Per gli ospiti delle RSA e delle RSD e per le persone seguite attraverso i servizi C-DOM e UPC-DOM, il prelievo può essere integrato nel percorso assistenziale già presente nella struttura o nel servizio, evitando spostamenti non necessari per l’effettuazione della prestazione.
Il valore della rete è quindi duplice: da una parte semplificare e uniformare l’organizzazione, dall’altra favorire una presa in carico più vicina ai luoghi nei quali la persona viene assistita. Una rete, un modello, regole comuni. È questo il principio alla base dell’accordo, che rappresenta un passo verso una sanità territoriale nella quale ospedale e sistema sociosanitario non lavorano come realtà separate, ma come parti di un’unica rete al servizio della persona.