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Otto preziose opere della Quadreria dell’ospedale Sant’Anna, di proprietà di ATS Insubria, sono state trasferite in Pinacoteca, grazie ad un accordo tra l’Agenzia e il Comune di Como.

Erano presenti: il Direttore Generale di ATS Insubria Lucas Maria Gutierrez, l’Assessore alla Cultura del Comune di Como Carola Gentilini e il Presidente dell’Associazione Famiglia Comasca Adriano Giudici.

 

L’operazione rientra in un piano programmato di sviluppo culturale della Pinacoteca incentrato sull’attivazione di forme di partenariato con diverse realtà del territorio, volte alla migliore valorizzazione del patrimonio storico artistico della città.

 

I dipinti, che coprono un arco temporale dal ‘600 al ‘900, erano conservati presso gli uffici di ATS in via Pessina, non fruibili dal grande pubblico che ora finalmente potrà goderne.

 

Si tratta di pezzi di elevata fattura, tra cui si annoverano un Nuvolone, un Panini e un Radice. Le tele fanno parte della collezione della Quadreria del Sant’Anna, un patrimonio di 238 opere costituitosi nei secoli grazie a benefattori e donatori dell’ospedale stesso. Non è infatti insolito che i legati ospedalieri si componessero non soltanto di somme di denaro, ma di beni immobili e mobili che venivano incamerati dall'ente assistenziale. La collezione era stata oggetto di un importante restauro sostenuto dalla Famiglia Comasca e parzialmente esposte proprio in Pinacoteca nel 2010.

 

Spicca tra le opere, per dimensioni, opulenza della cornice e per l’elevata qualità artistica, il seicentesco "Ritratto della famiglia Nuvolone in concerto" realizzato dai fratelli Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone. La tela, molto simile a quella di qualche anno precedente esposta alla Pinacoteca di Brera di Milano attribuita a Carlo Francesco, ritrae i componenti della famiglia Nuvolone in abiti sontuosi e intenti a dipingere e suonare strumenti musicali dell’epoca, a testimonianza degli interessi culturali e del benessere della casata.

 

Di grande pregio l’imponente pannello decorativo, opera settecentesca di Gian Paolo Panini, probabile lascito dalla contessa Giulia Celesia Cays che, nel 1954, donò al Sant’Anna la sua storica dimora affacciata sul lago, comprensiva dei beni artistici in essa contenuti. Raffigurante un’architettura scenografica, l’opera aveva probabilmente un ruolo decorativo nella sontuosa dimora patrizia.

 

Vi sono poi tre ritratti raffiguranti i benefattori ospedalieri, ovvero coloro che attraverso lasciti testamentari e donazioni, contribuirono a far grande l'ospedale ed un ritratto del Papa comasco Innocenzo XI, di ignota attribuzione. Completa il nucleo un dipinto novecentesco che ritrae il benefattore Renzo Ferrero, commissionato dall’ospedale al nostro grande astrattista Mario Radice.

 

Le opere troveranno piena valorizzazione nell’ambito della programmazione dello spazio Campo Quadro e talune successivamente verranno collocate nel percorso espositivo della Pinacoteca. La Pinacoteca svelerà la prima opera di proprietà di ATS in Campo Quadro da febbraio 2020.

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