“Parlarne si può”, iniziativa promossa - dal 4 marzo - dal reparto con l’associazione Centro di Riferimento Oncologico “Tullio Cairoli”, parte il 4 marzo nel presidio di San Fermo della Battaglia.

L’idea nasce dalla collaborazione tra l’Unita Operativa di Oncologia dell’Azienda sociosanitaria territoriale Lariana e l’associazione Centro di Riferimento Oncologico “Tullio Cairoli”: “La malattia oncologica – sottolinea Monica Giordano, primario del reparto e presidente della onlus - stravolge la quotidianità e comporta significative ripercussioni tanto sul paziente che sulla sua famiglia. Concentrati sulle terapie contro il tumore, per quanto attenti a fornire informazioni corrette, spiegazioni esaurienti con competenza e disponibilità i medici rischiano a volte di non essere in grado di accogliere il vissuto emotivo dei pazienti. Incertezze e paure non dissipate possono influenzare in modo negativo l’affrontare le varie fasi di malattia e le terapie proposte.

La condivisione di esperienze comuni ‘guidata’ da un esperto, il parlare ‘tra pari’ di simili bisogni e difficoltà può avere un significato “terapeutico” e attenuare ansie e preoccupazioni”. I gruppi, finalizzati al confronto e all’aiuto reciproco, sono gratuiti, non necessitano di prenotazione e si svolgeranno nel Day Hospital Oncologico, al piano 0 blu del presidio di San Fermo della Battaglia, dalle 16.30 alle 18 secondo questo calendario: 4 marzo, 1° aprile, 6 maggio, 10 giugno, 1° luglio. Le date degli incontri successivi verranno comunicate nel mese di luglio.

I gruppi di auto-mutuo-aiuto sono spazi di ascolto e di parola, come spiega Pierluigia Verga, la psicologa della “Tullio Cairoli” che seguirà gli incontri: “I gruppi rappresentano una possibilità di espressione libera e di apprendimento per le persone che vivono esperienze simili di fatica, di stress e di dolore emotivo. I pazienti con malattia oncologica spesso temono di impensierire i propri familiari e di essere loro di peso. Allora si trattengono, stanno in silenzio e talvolta evitano di esprimersi per non doversi poi occupare anche della tristezza e dell’ansia del proprio caro. A volte, se parlano, si sentono incompresi ‘perché se non ci sei passato non puoi capire’ – continua la psicologa. Anche per questo motivo, incontrarsi con altri ‘che sanno davvero’ è un’opportunità per un contatto umano significativo e per sentire autentica solidarietà”.

L’esperienza psicologica con i gruppi AMA (Auto-Mutuo-Aiuto), attivati in molte città italiane a supporto di situazioni di malattia, lutto, ecc. dimostra che il sostegno fra persone che si riconoscono in analoghe vicende è intenso e incisivo. La somministrazione nell’Oncologia del Sant’Anna durante questi ultimi anni del Need Evaluation Questionnaire ai pazienti in chemioterapia (progetto HUCARE) ha evidenziato la necessità di molti fra loro di parlarsi e aiutarsi: Parlarne si può intende proprio soddisfare questo bisogno.

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