ATS dell'Insubria

Medicina di Montagna a Bressanone i maggiori esperti mondiali

L’Università dell’Insubria attraverso i master in Mountain Medicine Master in Mountain Emergency Medicine e Mountain Expedition Medicine da anni si occupa di salute in montagna e di prevenzione dei rischi in alta quota

 

Il medico di montagna è una nuova tipologia di medico, intermedio tra il medico del soccorso alpino e il medico ospedaliero che, con una preparazione medico-scientifica e anche pratica alpinistica di altissimo livello,  si pone come punto di riferimento ad alta specializzazione nel campo della medicina di montagna, con grande attenzione all’aspetto della prevenzione e del trattamento sul campo di incidenti o malori.

Dal 12 al 14 ottobre 2017 a Bressanone si svolgerà il Medicine Camp che durante l’International Mountain Summit riunirà per la prima volta a livello mondiale i massimi esperti in medicina di montagna.

L’Università degli Studi dell’Insubria attraverso i master in Mountain Medicine Master in Mountain Emergency Medicine e Mountain Expedition Medicine da anni si occupa di salute in montagna e di prevenzione dei rischi in alta quota. 

 

Per i medicine mountains quello di Bressanone è un appuntamento di grande importanza perché saranno riunite la società di Medicina di Montagna Italiana e quella austriaca (Gesellschaft für Alpin- und Höhenmedizin) e si farà il punto sui più importanti temi dell’emergenza e della ricerca, alla presenza dei massimi esperti in questo settore; la conferenza si concluderà con la lectio magistralis di Erik R. Swenson,  professore di medicina, fisiologia e biofisica presso l'Università di Washington di Seattle e uno dei massimi esperti di edema polmonare d’alta quota.

 

«La medicina di montagna si occupa di tutte le problematiche cliniche legate alla frequentazione dell’ambiente montano – spiega il dottor Luigi Festi, dirigente medico presso l’Unità Operativa di Chirurgia Generale III ad Indirizzo Toracico dell’Ospedale di Circolo di Varese, ideatore e coordinatore del Master dell’Università degli Studi dell’Insubria - ad esempio la mancanza di ossigeno legata al fattore altezza, o le condizioni cliniche determinate dall’ipossia moderata o grave sia a carico dell’escursionista o alpinista sano, sia in quello affetto da patologie cliniche. In passato questo settore medico è stato preso scarsamente in considerazione, ma negli ultimi anni l’interesse è aumentato. Inoltre, un pubblico sempre più numeroso si avvicina ai rifugi e all’escursionismo in quota, spesso senza avere la cultura ambientale necessaria e sottovalutando le proprie condizioni fisiche e psicologiche. Ecco perché è importante avere medici che siano in grado di assistere e prevenire in caso di incidenti o malori. L’attività di questa nuova figura non si sovrappone all’attività di soccorso alpino, ma la integra e casomai svolge una funzione preventiva rispetto all’intervento dello stesso soccorso alpino».

 

Il dottor Festi e Peter Hackett, pioniere nella ricerca scientifica in questo settore, nonché Direttore del Institute for Altitude Medicine del Colorado, parleranno di questi temi nel corso dell’incontro di venerdì, che non è aperto solo ai medici ma anche a tutti gli amanti della montagna.

L’evento è organizzato con il supporto della Presidenza Generale del Club Alpino Italiano e di EURAC di Bolzano, con la collaborazione di Hermann Brugger, Direttore dell’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna e Presidente dell’International Society Mountain Medicine.

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